Lettera ad un'insegnante di Lettere - Bruco e Farfalla
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Lettera ad un’insegnante di Lettere


“Grazie” è la migliore preghiera che chiunque possa dire.
Grazie esprime gratitudine estrema, umiltà, comprensione”. A. Walker

 

Cara Insegnante,

Questa è una lettera che avrei dovuto scrivere molti anni fa.

E’ un appuntamento che avevo segnato nel taccuino ormai ingiallito dal tempo, ma poi…

Potrei provare a discolparmi dicendo che poi i giorni sono scivolati come sabbia fra le dita.
Mi piacerebbe assolvermi raccontando che ero intenta ad acciuffare i miei sogni.
In realtà, credo si sia trattato di paura.

Paura di andare incontro ad una delusione. A quel disincanto che arriva quando cerchi qualcuno a cui tieni, e l’altro non si ricorda chi sei.

Paura di raccontami.
Di ammettere di essere scesa a compromessi con la vita.
Di non aver creduto abbastanza in me stessa.
Di non riuscire a sostenere la delusione. Soprattutto la mia.

Così, i giorni sono volati.

E’ arrivata in soccorso “L’amica Geniale”.
Quella compagna che ha varcato il cancello dei ricordi tenendomi per mano.

L’incontro è stato una girandola di emozioni.
Una tavolozza di percezioni: il calore giallo dell’accoglienza, il sorriso cristallino del passato, la grazia nivea di un cestino di caramelle.

Poi, quando sono tornata a casa, ho sentito che mancava un pezzo.

A quell’insegnante che porto nel cuore da oltre trent’anni, non ho saputo dire una parola semplice: grazie.

Grazie per avermi educato ad usare le parole.
A giocare con le lettere.
Ad attingere dai brividi. 

Grazie per avermi spronato a guardare.
Per avermi saputa vedere.
Per aver usato uno guardo sottile e delicato.

Grazie per aver nutrito un’autostima anoressica.
Per essere stata capace di entrare nella mia anima graffiata.
Per avermi compresa senza giudicare.

Grazie per avermi dato equilibrio, specie quando la vita mi faceva lo sgambetto.
Grazie per quell’eterno abbraccio invisibile.
Per quella mano tesa e discreta.

Grazie, infine, per avermi insegnato la bellezza della gratitudine.
Per avermi fatto leggere la poesia di chi sa andare oltre un ruolo.
Per avermi fatto compagnia lungo tutti questi anni, e quelli che verranno.

Con affetto,
Sara

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