IL PERU' AD AGOSTO: prima tappa - Bruco e Farfalla
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IL PERU’ AD AGOSTO: prima tappa

LIMA, PARACAS, ISOLE BALLESTRAS, RISERVA NAZIONALE DI PARACAS, HOASI DI HUACACHINA.

A Lima ad agosto è inverno. Il cielo è cenerino, l’aria umida, e se ci si affaccia all’Oceano, la prospettiva è inghiottita dalla garua, quella dispettosa nebbiolina che cerca di nasconderne la bellezza.
Lima è trafficata, inquinata, e alcuni quartieri vengono segnalati come poco sicuri, eppure…

Eppure Lima è quasi per tutti la tappa di partenza di un viaggio nelle meravigliose terre degli dei.
Miraflores è il suo cuore moderno, raffinato, verde, che contraddice le premesse.

La Miraflores Boardwalk è una passeggiata sopraelevata attraverso la quale è possibile ammirare dall’alto la vita che scorre.
Barranco è un quartiere attiguo, frequentato da artisti e denso di localini e ristoranti che confermano il prestigio della cucina peruviana.

Certo, non si viene in Perù solo per Lima: il problema è questo. Appena si atterra, non si vede l’ora di proseguire il cammino per scoprire una terra ricca di storia e di misteri.

Allora si parte, e si prosegue per Paracas, che è raggiungibile prendendo la Panamericana sud: servono tre ore e mezzo di autobus, e la linea Cruz del Sur si conferma puntuale e comoda.
Paracas è molte cose: è una penisola, una baia, una civiltà, una piccola cittadina silenziosa affacciata sull’acqua. Lungo la riva, pittoresche “tabernas” offrono dell’ottimo pesce alla griglia.

Le Isole Ballestas sono un arcipelago di isolotti abitati dalla fauna marina. Si possono raggiungere solo via mare, e man mano che ci si avvicina, echeggia il suono degli uccelli: cormorani, gabbiani, avvoltoi, sule, starne, pellicani.
E’ un concerto di fischi, stridi, gemiti, e trilli. E’ uno stormo di oltre duecento specie dalle quali viene raccolto e venduto il guano, il concime organico esportato in tutto il mondo per le sue proprietà fertilizzanti.
Dalla cima di una collina scendono in fila indiana i piccoli pinguini Humboldt. Sdraiate nei massi, vedo le otarie e le foche, mentre cerco nell’acqua i leoni marini.
Dal mare la Riserva regala paesaggi sorprendenti, come il Candelabro di Paracas, un geoglifo a tre bracci altro quasi 200 metri dal significato criptico.

Nella Riserva Nazionale di Paracas c’è “Playa Roja”, che prende il nome dalla sabbia color rosso scuro che spicca fra le acque turchesi. C’è “Playa Supay”, un punto panoramico, e c’è “La Catedral”, un enorme scoglio che, prima del terremoto del 2007, ricordava la forma di una cattedrale.
La Riserva è anche un’area archeologica: è un antico fondale oceanico emerso, e fra la sabbia si trovano facilmente fossili marini della vecchia civiltà Paracas.

Immancabile la degustazione del Pisco, il più famoso distillato peruviano, prodotto con i vitigni portati dagli spagnoli e conservato nelle antiche “botijas”, le giare locali.

L‘oasi di Huacachina sbuca dal deserto di Atacama. Passeggiare lungo il lago naturale è un toccasana all’anima, così come salire sulle dune al calar del sole. Lo spettacolo, farà brillare gli occhi.

2 Comments
  • Franz
    Posted at 09:12h, 16 Giugno Rispondi

    Brava! Aspettiamo le prossime puntate 😘

    • Bruco e Farfalla
      Posted at 09:49h, 18 Giugno Rispondi

      Grazie, sono contenta che ti sia piaciuto .-)

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