PUNTATA 5: Il linguaggio degli altri. - Bruco e Farfalla
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PUNTATA 5: Il linguaggio degli altri.

In genere tendiamo ad amare come vorremmo essere amati. Sarebbe bello imparare anche ad amare come gli altri vorrebbero essere amati.
Come? 
Imparando il loro linguaggio.

“Stasera rientro prima e ceniamo sui colli, ti va?”, disse Leo prima di uscire di casa.

Sveva sorrise e gli rispose con un bacio.

Era una sera d’inizio estate. 
L’aria odorava di fragole mature e la locanda Il vecchio Mulino si affacciava sull’infinito.

Sveva si incamminò verso il terrazzo e scelse il tavolo dove riusciva a guardare meglio il panorama e godersi l’evolvere della sera.

“Ma tra tutti i posti proprio in quello dovevi sederti?” sbottò Leo infastidito.
“Perché?” gli chiese perplessa.
“Non vedi che è l’unico senza coperto?”
“Proprio non ci ho fatto caso?” gli rispose affranta.

Seduto di fianco a loro, intervenne il vecchio Nino che con voce calda e occhi quieti disse: “Sveva, non è grave, è solo che Leo non sa che tu guardi il mondo con i sensi…”

Nino era un contadino dalle mani ruvide e il cuore liscio. A fine giornata andava a bersi il suo bicchiere e a far due chiacchiere con la gente. Era amato in paese perché regalava caramelle ai bambini e parole sagge agli adulti.

“Non mi starai dando dell’insensibile?” gli rispose Leo guardandolo di sbieco.

“No, è che a volte, senza saperlo, parliamo lingue diverse e rischiamo di non capirci…”.
“Ma Nino, la mia è un’osservazione oggettiva!”.
“Certo, perché tu usi la Lingua Logica. Ma c’è chi, come Sveva,  parla la Lingua Brividi. E chi invece comunica con la Lingua Pratica e non gliene importa un fico secco del tavolo apparecchiato e del panorama, ma solo di ciò che ha nel piatto!”.

Leo rimase in silenzio ad ascoltarlo.

“Io ormai sono vecchio ma ho capito che fra le persone c’è chi usa più la testa, chi più il cuore, e chi più l’istinto. Ognuno è giusto così com’è, siamo solo diversi, ecco”.
“Allora, Nino, se parliamo lingue diverse, come facciamo a capirci l’un l’altro?”
“Senza giudicare e imparando ad ascoltare le lingue degli altri”.

 

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